Essendo tuo schiavo, che altro posso fare
se non attendere per ore ai desideri tuoi?
Non ha per me valore il tempo, né incarichi
ho da assolvere, finché tu non mi comandi.
Né oso sgridare gli interminabili istanti
mentre, mio sovrano, guardo l’ora in tua attesa;
né penso all’ amarezza del tuo distacco,
quando tu al tuo servo hai detto addio.
E neppure oso chiedere ai miei pensieri gelosi
dove tu sia o cosa tu stai facendo:
ma, come schiavo rattristato, non penso ad altro
se non quanto felici fai coloro con cui ti trovi.
L’amore è tale sciocco che, dei tuoi capricci,
qualsiasi cosa tu faccia, egli non pensa male
(Shakespeare)
Possiamo definire chi soffre di dipendenza affettiva uno ‘schiavo d’amore’ a tutti gli effetti poiché, in funzione del suo esasperato bisogno d’amore, soffoca sul nascere ogni suo interesse, desiderio, amicizia, rapporto con altre persone e familiari, così come restringe al minimo gli impegni lavorativi fino a trascurare e a manomettere tutto ciò. Da un punto di vista comportamentale il dipendente infatti dedica completamente tutto sé stesso all’altro, al fine di perseguire esclusivamente il benessere del partner e non anche il proprio, come dovrebbe essere in una relazione “sana”, fatta di scambio e reciprocità.
La Dott.ssa Francesca Saccà conduce a Roma dei gruppi di aiuto per la dipendenza affettiva. Per saperne di più inviare una email a [email protected]
massimo says:
ma non bisognerebbe rivolgere l’attenzione anche su chi l’amore lo maltratta interrompendo rapporti che potrebberocontinuare e crescere solo accantonando una fase di egoismo?