Omosessualità nei figli e reazioni psicologiche dei genitori

Al giorno d’oggi sempre più psicologi e psicoterapeuti si confrontano con famiglie che entrano in crisi a seguito della scoperta dell’omosessualità del proprio figlio/a.
La scoperta da parte dei genitori di avere un figlio/a gay può essere in alcuni casi un evento traumatico e difficile. Nessun genitore, quando gli nasce un figlio, pensa che potrà essere “diverso” nelle sue tendenze sessuali.

Ogni genitore si impegna per allevare al meglio il proprio figlio e dargli le regole di vita per essere accettato in famiglie e nella società, a volte i genitori proiettano speranze e sogni irrealizzati sui figli, fino a che arriva un giorno in cui arriva la rivelazione: “Mamma e papà devo dirvi una cosa: sono omosessuale!”. Da qui ha inizio un periodo difficile e doloroso per tutti i membri del sistema familiare; diverse le emozioni in gioco dei genitori: la rabbia, la colpa e più difficile di tutte, la volontà di accettare  questi nuovi figli diventati un po’ “stranieri” in casa loro.

Sicuramente se l’essere genitori è di per se un compito difficile lo è ancora di più esserlo di ragazzi omosessuali poichè il sistema famiglia si ritrova a dover fare i conti con una nuova realtà, di cui non sa molto.
In questa condizione genitori e figli sono accumunati da un’emozione, la paura: i figli hanno paura di non essere accettati, i genitori hanno paura di accettare un figlio “diverso” dalle aspettative.

Molti genitori sono particolarmente influenzati dagli stereotipi e dai luoghi comuni che riguardano la sessualità, per cui possono reagire in modo imprevedibile: possono esprimere sentimenti di rabbia verso il figlio a causa del dolore che stanno provando, oppure possono sentirsi colpevoli della sua omosessualità e tentare in tutti i modi di “curarlo”, magari proponendogli la conoscenza di potenziali partner di sesso opposto, o cure psicologiche.
Molto spesso l’uscita allo scoperto dei figli determina la chiusura dei genitori e dell’intera famiglia: il senso di fallimento e di colpa, così come sentimenti di vergogna e imbarazzo, possono spingere i genitori verso l’isolamento sociale, cosa che non migliora certo la condizione già critica in cui si trova il giovane.

Cosa possono fare dunque i genitori di fronte a questa rivelazione? La cosa migliore che un genitore possa fare è anzitutto quella  di documentarsi molto bene sull’argomento, evitando comportamenti impulsivi ed automatici, dettati dai pregiudizi e dalla scarsa informazione.
E’ poi molto importante chiedere l’aiuto di uno psicologo/psicoterapeuta che sia di supporto per i genitori, che sappia fornire spiegazioni chiare e rispondere ai dubbi, che li aiuti a razionalizzare i loro timori, che li accompagni nel percorso di elaborazione della loro sofferenza.

E’ fondamentale che i genitori superino il sentimento di vergogna e si rivolgano ad un esperto che li supporti nella conoscenza di una realtà ignota che li spaventa e che la società tende a non comprendere, una realtà che va innanzitutto conosciuta per essere poi elaborata ed accettata.

Riferimenti bibliografici

A. Montano, “Psicoterapia con clienti omosessuali”, Mc Graw Hill, Milano, 2000

V. Borella, “Volti familiari, vite nascoste. Comprendere e accettare un figlio omosessuale. Guida per i genitori”, Franco Angeli/Self Help, Milano, 2001

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