Scegliere tra due amori: perché è così difficile?

Scritto da: Francesca Saccà il 25 novembre 2009

A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma

 

 

 

  

 

Nel video tratto dal celebre film “I ponti di Madison County” la protagonista Francesca esprime la sofferta scelta d’amore tra  un uomo che, rappresentando il sogno,  arriva a sconvolgere gli equilibri della sua esistenza e suo marito, fedele compagno di una intera vita e padre dei suoi figli.

Prima di affrontare il tema, assai diffuso, della “scelta” tra due amori è molto importante evidenziare i tipi di amore che possiamo provare nella arco della nostra vita.

 

 

Per gli antichi Greci l’amore (Eros) aveva 3 volti:

Anteros: ossia l’amore corrisposto. Racconta la leggenda che un giorno Afrodite si lamentò con la Dea Temi del fatto che il piccolo Eros non crescesse,così la saggia Temi le rispose che Eros non sarebbe mai cresciuto finché non avesse avuto l’amore di un fratello. Afrodite si unì ad Ares e generò Anteros e da quel momento i due fratelli crebbero insieme,ma ogni qualvolta Anteros si allontanava da Eros, quest’ultimo ritornava fanciullo. Questo grazioso mito insegna che l’amore (Eros) per crescere ha bisogno di essere corrisposto (Anteros).

 

 

Himeros: è la passione del momento, il desiderio fisico presente ed immediato che chiede di essere soddisfatto.

 

 

Pothos: è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo. Pothos, come volto di una dimensione amorosa, nostalgica, irrangiungibile è quell’amore idealizzato che si esplica nel soffire e nel cercare l’anima gemella.

Anteros e Himeros vivono nel presente, mentre Photos, la dimensione nostalgica, vive nel passato o nel futuro.

 

 

In realtà tutti sono alla ricerca di Pothos, l’amore perfetto in cui annegare, la “metà di noi” andata perduta – come afferma Platone – al momento dell’incarnazione.

Molto spesso dunque sogniamo, più raramente ci soffermiamo a chiederci  da quale di questi tre sentimenti siamo mossi.

Sono rari coloro che riescono a far coincidere in una stessa persona i primi due tipi di amore(l’amore corrisposto e la passione), rarissimi coloro che riescono a sperimentarli tutti e tre.

La grande verità, che nessuno ci ha mai insegnato, è che possediamo personalità sfaccettate e complesse e nessun compagno, nemmeno quello per la vita, può soddisfarle interamente. Chi ci rassicura può non saperci emozionare e chi ci emoziona può non essere rassicurante, ecco perché spesso possiamo essere attratti da persone diverse alla ricerca di un “tutto” che ci completi. Neanche  il partner dei “sogni” può esaurire il caleidoscopio delle nostre esigenze personali, affettive e caratteriali, esigenze a volte sconosciute persino a noi stessi.

 

E dunque la questione non è tanto quella di scegliere tra due amori, bensì quella di “decidere a cosa rinunciare”.

Ma rinunciare ci spaventa. Così, per sfuggire alle nostre paure, spesso rimaniamo ancorati all’illusione che si possa vivere la vita perfettamente: la tranquillità con la passione, la libertà dentro a un legame, la sicurezza assieme alla sorpresa

Tutto si può pensare ma questo non significa che tutto si possa davvero vivere nella realtà. Cosi il non riuscire ad avere questo ideale del ‘tutto’ ci fa sentire incompleti, irrealizzati e infelici.

E spesso, anziché fare i conti con ciò che è inevitabile lasciare e compiere una scelta, continuiamo a cercare dei “segnali” che ci aiutino a capire cosa è meglio e rimaniamo in uno stato di indefinitezza che difficilmente si accorda al nostro benessere.

Questo perchè le persone sono istintivamente portate a ritardare il momento delle scelte e a farle dipendere più dalla paura che dal coraggio.

Quando comprendiamo che quello che ci blocca non è tanto la scelta tra due persone bensì la paura di lasciare andare qualcosa, la soluzione è semplice: dobbiamo guardarci dentro per capire meglio a cosa possiamo rinunciare senza soffrire troppo, operando un’attenta analisi di quelli che sono i nostri bisogni profondi – non solo pratici ma anche e soprattutto emotivi-  e di ciò che veramente vogliamo essere.

Tenendo presente  che qualsivoglia scelta comporta inevitabilmente anche una perdita dovremmo essere coraggiosi,  e, se decidiamo di rimanere accanto ad una persona non dovrà essere per paura di non trovare di meglio ma perché con questa condividiamo e crediamo in un progetto comune che non vogliamo interrompere. Se decidiamo di lasciarla non deve essere per “paura” di portare avanti il progetto ma perché in quel progetto non crediamo più e abbiamo bisogno di ritrovare la nostra strada.

Nessuno nega che l’amore possa essere un bastone cui appoggiarsi per non cadere ma non può e non deve essere solo questo.

L’amore non è solo un punto di arrivo ma sempre un punto di partenza che dovrebbe permetterci di rafforzarci, affermarci, reinventarci se necessario e mai soffocare i nostri bisogni più profondi.