Malati di Facebook. Riflessioni sulla “Facebookmania”

Scritto da: Francesca Saccà il 22 aprile 2009

facebook-scuola.pngA cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma

 

 

 

 

 

  

I siti di “social networking” rappresentano oggi una delle forme più avanzate di comunicazione: grazie a questi strumenti virtuali, la rete di contatti che ciascuno di noi stabilisce ogni giorno nei vari ambiti di vita (lavoro, amicizie, amore), può essere organizzata in una mappa consultabile “on line”.

In particolare sembra essere scoppiata la “Facebookmania”: con Facebook, il più celebre tra i social networks, basta infatti un semplice clic e si diventa amici, si ritrovano ex compagni di scuola, amicizie perdute oppure antichi amori.

Secondo i dati sono 1 milione 369 mila utenti gli italiani di Facebook (su 132 milioni nel mondo).

Sono tanti e diversi  i profili dei Facebook-maniaci: ci sono i nostalgici, quelli che si sentono soli, quelli che si iscrivono per farsi pubblicità, e, immancabili, i latin lover virtuali.

Non è un caso che la fascia d’età più “contagiata” da questo strumento di cominicazione sia quella tra i 30 e i 40 anni: in  questa fase di vita più che nelle altre è infatti forte il bisogno di confrontarsi con i coetanei, di conoscere l’evoluzione delle storie di vita altrui, di fare bilanci.

E’ fuori dubbio che la rete consente un arricchimento dei rapporti tra gli uomini, tuttavia non dobbiamo dimenticare che anche gli strumenti virtuali vanno saputi usare perché, a volte, possono diventare una vera e propria trappola per il soggetto che li utilizza: il pericolo in agguato è quello di creare un’immagine ideale di se e degli altri lontana dalla realtà e soprattutto quello di trascurare i rapporti reali a favore degli incontri virtuali. Ed è proprio questo il punto: quanto possiamo davvero affermare che i nostri amici virtuali ci “conoscono”? Quanto può essere sincero o solido il legame amicale “virtuale” privato del contatto reale tra due individui? Con Facebook un individuo  può sapere moltissimo di un altro senza che un altro sappia altrettanto di lui, fino all’estremo, di non conoscerlo affatto.

Ma perché si va su Facebook? Generalmente per sentirsi meno soli, per cercare conferme o fare confronti, alcuni ci vanno anche per innamorarsi e, quando la propria vita annoia,  con un solo clic si può andare a fare capolino in quella degli altri.

Qualcuno ritrova i compagni di scuola o vecchi amici perduti, alcuni decidono di rincontrarsi, altri non ci pensano affatto. C’è poi chi si iscrive e dopo il gusto della novità fugge, eliminando ogni traccia di sé.

C’è chi lo usa per hobby e per distrazione, chi invece cerca di trasferire emozioni pensieri e riflessioni sul proprio profilo nell’attesa che qualcuno le commenti. Un  tempo si teneva il “diario segreto”, ora non c’è più nulla di segreto e abbiamo assolutamente bisogno che ci sia qualcuno, dall’altra parte, che dimostri con un suo commento che ci è vicino, che ci capisce.

L’uso occasionale e ludico dei social networks di certo non crea disagio, tuttavia un utilizzo costante che crei dipendenza dallo strumento può rischiare di pregiudicare seriamente la vita dell’individuo e delle persone a lui vicine. Non dobbiamo dimenticare che c’è chi naviga ore ed ore su Facebook, sottraendo tempo alla vita sociale, al lavoro, alla lettura o ad altri interessi.

Un’uso scorretto della rete virtuale può rischiare di compromettere anche le relazioni di coppia “reali”: diversamente da quanto si possa pensare infatti i protagonisti delle relazioni virtuali non sono solo i single ma anche individui che vivono una regolare vita di coppia: pur rimanendo insieme, spesso i partners non riescono ad “ascoltarsi” e a condividere emozioni e bisogni; hanno dunque una forte esigenza di trovare qualcuno cui confessare paure, sogni, desideri. Di qui il ricorso allo strumento virtuale, che permette di parlare liberamente senza “rischiare” di esporsi troppo ed iniziare il gioco dell’ambiguità che tanto diverte quelli a cui piace flirtare.

Come riconoscere quando si sta facendo un utilizzo errato dello strumento? L’allarme scatta proprio quando la persona opera una scissione tra la sua vita “on-line” e quella “off-line” e Internet diventa un mezzo per esprimere desideri e bisogni personali insoddisfatti nella vita reale.

 

 

 

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